Cos'è l'ecobio


La filosofia ecobio è, nel suo termine più ampio, anzitutto uno stile di vita. Acquistare prodotti ecobio (dai generi alimentari ai prodotti per la casa, fino alla cosmesi) vuol dire prestare attenzione sia all’ambiente che alla propria persona.
Il mio blog si occupa di una porzione più piccola, ma non meno importante, di questo approccio: la comsesi ecobio.

Prima di tutto, cosa significa il termine “eco-bio”?
Etimologicamente, è l’unione dei due termini “ecologico” e “biologico”; qualcosa di ecologico è qualcosa che rispetta l’ambiente naturale con i suoi sistemi viventi (e quindi anche noi esseri umani), mentre qualcosa di biologico è qualcosa che viene prodotto senza trattamenti chimici dannosi,  ma esclusivamente organici (naturali).  

Ma cosa centra tutto questo con la cosmesi, e quindi con le creme, i detergenti, il make-up che utilizziamo tutti giorni?
Premessa:
Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma la maggior parte dei prodotti che utilizziamo quotidianamente, contiene, anche solo in piccola parte, sostanze dannose per noi e per l’ambiente, o comunque non dermo-compatibili, ovvero che contengono sostante irritanti, sensibilizzanti, tossiche per la nostra pelle.

"Tutte stupidaggini. Perché le aziende cosmetiche/farmacologiche dovrebbero mettere in commercio qualcosa che fa male?"

Obiezione lecita.

Numero uno: perché alle aziende, se non a quelle poche nuove nascenti che ripongono attenzione verso il problema, dell’ambiente non interessa un fico secco.
Numero due: perché continua ad esserci domanda. Continuano ad esserci tanti compratori disinformati, consenzienti o che hanno liberamente deciso che il problema per loro non ha importanza (scelta comunque rispettabile) che acquistano i loro prodotti.
Quale azienda sarebbe così stupida da ritirare uno shampoo dal banco di un supermercato e smettere di produrlo, se quel prodotto le ha sempre garantito un giro economico notevole? Nessuna.

Ecco perché in commercio esistono ancora prodotti dannosi e non eco-bio-compatibili. Ma non è tutto.
Reperire, acquistare e riprodurre sostanze chimiche in laboratorio, è molto più economico che lavorare con materie naturali, biologiche. Con questo non voglio dire che tutte le sostanze chimiche siano dannose, (o almeno per noi esseri umani) ma vi è una buona parte di esse che, sfortunatamente, oltre a rappresentare un costo ragionevole per le case cosmetiche, non ci fanno bene, e questo è dimostrato.
Ovviamente, quando si parla di soldi, i giochi sono presto fatti.

Detto ciò, siamo davvero disposte/i a spalmarci addosso siliconi e petrolati che non lasciano respirare la nostra pelle e capelli, profumazioni e tensioattivi che ci procurano reazioni allergiche, parabeni che, anche se solo in proporzione minuscola, è stato dimostrato interagiscano con gli estrogeni che hanno un ruolo importante nella patogenesi del tumore al seno?

(Parlerò di tutte queste sostanze dannose in quest’altrapagina)

Se la risposta è NO, ecco che si presenta 
l’alternativa ecobio: prodotti cosmetici formulati con sostanze naturali rispettose dell’ambiente (eco) e dermo-compatibili (bio). Ce n’è per tutti i gusti: bagnoschiumi, shampoo, creme, struccanti, detergenti, prodotti solari, make-up.
C’è da dire, però, che questi prodotti sono in genere meno reperibili dei classici shampoo da supermercato, e talvolta (ma non è detto) possono anche costare di più. Inoltre non possiedono le qualità finto-ammalianti di alcune sostanze chimiche dannose alle quali siamo abituate/i (vedi siliconi sui capelli).

Anche a questo c’è una soluzione. Se non si ha tempo, voglia e mezzi di qualsiasi genere per procurarseli, si possono comunque trovare delle alternative, pur se non del tutto ecobio, anche al nostro amato supermercato, basta imparare a leggere le etichette dei prodotti che acquistiamo o, per meglio dire, quell’elenco detto l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) che raggruppa le sostanze in ordine di quantità (dalla percentuale più alta a quella più bassa) sotto il loro nome chimico. Esatto, bisogna imparare a interpretare quei nomi impossibili che facciamo finta di leggere quando stiamo perdendo tempo sotto la doccia o quando siamo in bagno e ci manca un giornale. Per meglio dire, dobbiamo imparare a riconoscere ed evitare le sostanze “peggiori” per noi, e se possibile anche per l’ambiente. Dopo i primi approcci, si imparano ad individuare velocemente i nomi delle sostanze dannose, che più avranno una posizione alta nell’inci, più saranno sconsigliate. 


Per aiutarci nell’operazione di riconoscimento, Fabrizio Zago, un chimico industriale che sostiene l’uso di molecole naturali nell’industria dei cosmetici, ha creato un Bio-dizionario (http://www.biodizionario.it/) nel quale si possono inserire i nomi che si trovano nell’inci dei prodotti, e si può controllare la loro valutazione di accettabilità in base a dei bollini rossi, gialli o verdi. Attenzione però a non fermarsi solamente al colore dei pallini; infatti, se una sostanza è classificata con un bollino rosso, non è detto che sia totalmente da demonizzare e che faccia malissimo alla nostra pelle/capelli, potrebbe semplicemente essere una sostanza che in quanto sintetica non risulta biodegradabile, quindi inquinante, e per questo classificata con il rosso. Dopo avere dato un occhio al biodizionario, andate comunque ad informarvi e a fare ricerche su un determinato ingrediente, in modo da poter valutare se per voi è assolutamente da evitare o se non vi crea problemi. Esiste anche un sito americano, http://www.ewg.org/skindeep/ , molto ben fatto e più dettagliato, che in sostanza svolge lo stesso compito.
Vi assicuro che esistono tanti prodotti “salvabili” e ben fatti che sono anche facilmente reperibili, che cercherò di segnalare il più possibile nelle mie review.
Infine, se siete persone creative, appassionate dell’argomento e avete un po’ di tempo, potete anche decidere di produrvi i vostri prodotti cosmetici in casa con le vostre stesse manine, partendo dalle cose più semplici come un burro corpo o un deodorante, fino ad arrivare ad uno shampoo o ad un balsamo per capelli; scoprirete da sole/i che tanti ingredienti utili li possedete già in casa. Se non siete già delle esperte, potete trovare un sacco di forum e di canali youtube che vi aiuteranno in questo percorso e vi segnaleranno i siti online da cui acquistare le materie prime.

Personalmente, è da circa un paio d'anni che presto attenzione ai prodotti che acquisto e che ho abolito le sostanze “peggiori”, e nel frattempo ho anche imparato a “spignattarmi” qualche cosina; devo dire che i risultati si vedono, soprattutto per quanto riguarda la pelle e i capelli; meno brufoletti, capelli più luminosi e meno appesantiti.
Sappiate che all’inizio di questo cambiamento vi verrà voglia di mollare tutto, perché pelle e capelli si devono “liberare” delle sostanze in cui li abbiamo “avvolti”. Ma se terrete duro, sarete ripagate/i.

So di essere stata parecchio prolissa ma non avrei potuto evitarlo visto l’ampio argomento. Spero di aver spiegato esaurientemente cosa sia l’ecobio, che vi siate fatte/i un’idea e che ora possediate le armi giuste per decidere se approcciarvi a tale filosofia e al mio blog.

Buona scelta!

Federica. 

2 commenti:

  1. Ciao Federica! Ho appena scoperto il tuo blog. Mi sono avvicinata da non molto alla cosmetica bio e posso dire che, seppur a piccoli passi, i miglioramenti si vedono e la pelle ringrazia: purtroppo ho sempre avuto una pelle problematica (acne, punti neri, grani di miglio :( ), ma concordo con te che abolire le sostanze dannose sia il primo step. Ho iniziato ad usare il fondo di Neve con costanza e mi ci trovo davvero bene: a breve voglio provare anche il correttore verde (ho letto la tua recensione); anche il blush origami l'ho trovato molto carino. Sicuramente continuerò a leggere dalla tua più profonda esperienza. Ti saluto complimentandomi. Gaia

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    1. Ciao Gaia,
      grazie mille per i complimenti!
      Sono contenta che ti sia appassionata a questo mondo e che ti stia trovando bene, continua così e spargi la voce!
      Buona lettura :)

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